Lunedì sera due parà americani hanno stuprato e picchiato a sangue una prostituta romena a Vicenza Ovest. Ora, a processarli, deve essere la giustizia italiana.

E come non ricordare l’altra vergogna riguardante il gravissimo torto
avvenuto nei nostri cieli del Cermis. Era il 1998, quando un aereo
militare statunitense del Corpo dei Marines, partito dalla base aerea di
Aviano, tranciò i cavi del tronco inferiore della funivia.
Nell’incidente morirono i 19 passeggeri e il manovratore, tutti
cittadini di stati europei: tre italiani, sette tedeschi, cinque belgi,
due polacchi, due austriaci e un olandese.
I pubblici ministeri italiani richiesero di processare i quattro
marines in Italia, ma il giudice per le indagini preliminari di Trento
decise di trasferire il caso alla giustizia militare statunitense. L’esatto contrario di quanto sta succedendo con i due Marò.
I parà americani autori dell’aggressione ai danni della prostituta
romena sono stati rintracciati grazie alla memoria della ragazza che è
riuscita a ricordare a memoria la targa dell’automobile, all’interno
della quale sono stati rinvenuti i segni della violenza. L’Italia, con
quest’ultimo caso di Vicenza, rischia di confermarsi uno zimbello per la
giustizia internazionale.
Per non confermarci terra di conquista, dove è possibile
qualunque sopruso con la certezza di assoluta immunità, l’Italia
dimostri di avere la spina dorsale e pretenda di sottoporre a giudizio i
due parà Usa.
Se i nostri Marò, da più di due anni e mezzo sono vittime del
mutamento del Diritto Internazionale, appare ovvio che questo
cambiamento debba riguardare anche i paracadutisti statunitensi.
Fonte: http://www.lultimaribattuta.it/
Nessun commento:
Posta un commento